L'area dello Spluga offre l'opportunità di svolgere una serie di attività legate all'ambiente alpino. Se da una parte, nella vicina (9 km) stazione turistica di Madesimo sono presenti strutture sportive di diverso genere, legate sia alla stagione estiva sia a quella invernale, dall'altra, Montespluga si caratterizza per il suo ambiente incontaminato, particolarmente silenzioso, permettendo un contatto più vivo con la natura selvaggia del luogo.


ALCUNI ITINERARI ESTIVI



La via dello Spluga

Tra le iniziative di carattere transfrontaliero rientra la realizzazione della "Via Spluga" da Thusis a Chiavenna Si tratta di un tracciato che ripercorre due milleni di transiti e scambi tra le culture romance, walser e lombarde.





La strada dello Spluga

La Strada dello Spluga costituisce il tratto italiano della Via dello Spluga. Il sentiero percorre tutta la valle a partire dal giogo del passo posto a 2115 mslm sino ai 330 mslm di Chiavenna, estendosi per 26 km con un dislivello di 1785 m. L'escursione descritta è suddivisa in 5 tappe, qui si intende dar conto delle prime due.


1. Passo dello Spluga-Stuetta (Colmanetta)

Lunghezza 5,3 km
Dislivello 210m
Tempo di percorrenza 1h30'

Il tracciato prende il via dal posto di frontiera italiano proseguendo lungo il sentiero che sale da Splügen per scendere lungo il pascolo che conduce a Montespluga. Dopo circa un centinaio di metri si giunge al primo tratto della strada storica (1643) che, dopo una breve interruzione, riprende con un doppio passaggio nella ganda con solidi muraglioni di sostegno. Oltrepassata la ganda la strada scompare nuovamente per riapparire tra l'erba poco dopo conducendo ad un ruscello, il Liro, che nasce dai soprastanti Laghi Azzurri. Proseguendo oltre il torrente e la strada statale, si approda all'altro lato della valle, dove si trovano alcune vestigia dell'antica via romana. Da qui la discesa verso il villaggio sottostante di Montespluga si fa dolce, mentre la vista si apre a dominare il Piano della Casa e il lago artificiale di Montespluga delimitato a sinistra dalla dorsale degli Andossi e a destra dalla Val Loga e dalle propaggini del Cardine. Giunti nella Piazza di Montespluga, con la chiesa di S. Francesco e quella che fu la "Ca' de la montagna", oggi Albergo Vittoria, si riattraversa il Liro per giungere al rilevato della vecchia strada che conduce ad una cresta rocciosa che costeggia il lago. Un breve salita conduce al punto più alto dal quale si domina il lago con una vista che spazia, a partire da Nord-est sul gruppo del Suretta (3027 mslm), lo Spadolazzo (2720msml), il Mater (3023 msml), il Groppera (2948 msml) e lo Stella (3163 msml). Posta tra le due dighe si erge il Castellaccio (oggi rifugio, in precedenza baluardo militare), mentre al di sotto il villaggio di Stuetta, raggiungibile superando il suggestivo sbarramento del Cardine.

2. Anello dei Laghi Azzurri

Partendo da Montespluga il tratto di sentiero storico può essere inserito in una interessante escursione che, con un dislivello di 520 m e 1h40' di salita, porta ai 2430m dei selvaggi Laghi Azzurri. Il ritorno avviene dal versante elvetico lungo il quale si incontra il Bergseeli per giungere alla dogana italiana, dalla quale si discende, come già descritto sopra, lungo il sentiero storico.

3. Isola-Montespluga

Dislivello 648 m
Tempo di percorrenza 2h 30'


Vecchia strada di collegamento da Isola per Montespluga, probabilmente il collegamento estivo più diretto per il Passo dello Spluga. Lasciata l'auto a Isola (1260 mslm), proseguire lungo il torrente sul lato destro oltrepassando la centrale Enel e proseguendo fino alla frazione di Torni (1351 mslm) . Percorrere una strada bianca fino al suo termine, quindi proseguire sul sentiero che si inoltra nella stretta valle a tratti incassato nella roccia. La salita risulta particolarmente suggestiva, continua alternando tornanti piuttosto decisi che conducono allo sbarramento di Montespluga. Attraversare la diga verso sinistra lungo il sentiero che costeggia il bacino sino ad incontrare un piccolo ponte che conduce all'abitato di Montespluga.




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La Gola del Cardinello

Per il Cardinello, nel tardo autunno del 1800, si avventurarono le truppe napoleoniche della seconda armata condotta dal generale McDonald che dovevano raggiungere l'armata d'Italia. Fu un disastro. L'impresa comportò molte perdite di soldati e di animali con il loro carico, travolti dalle slavine o scivolati nel baratro. Una litografia del 1836 presenta il lungo convoglio in un contesto apocalittico di forre e dirupi, avvolto dal nevischio.


4. Montespluga-Lago d'Emet (2196 mslm)

Dislivello 288m
Tempo di percorrenza 1h20'

Percorso poco impegnativo che porta al rifugio Bertacchi posto sul terrazzo al Lago d'Emet. Seguendo la strada che da Montespluga costeggia il lago, dopo circa 1,5 km sulla sinistra, si trova un gruppo di case dal quale si diparte una strada sterrata (non transitabile con automezzi!). Si inizia quindi la salita lungo la strada o direttamente lungo il pascolo che conduce al culmine delle alture degli Andossi dove un pendio discende nella valle del torrente Scalcoggia. Da questo punto si percorre il sentiero che taglia orizzontalmente il pendio descrivendo un arco lungo la parte sommitale della valle. Al termine dell'attrversata si giunge alle baite soprastanti il catino del lago d'Emet. Da qui si può discendere a Madesimo (1550 mslm) o proseguire per il passo Niemet (2294 msml).


5. Montespluga-Lago Nero (2310 mslm)

Dislivello 402 m
Tempo di percorrenza 1h

Semplice e piacevole escursione nel bacino di Montespluga. Percorrendo la strada statale da Montespluga verso Stuetta, si trova il viadotto che costeggia il lago; la partenza del sentiero è situata al termine dello sterrato, e sale direttamente lungo il pascolo. Si raggiunge la traccia del sentiero che compie una lunga diagonale in direzione delle cascate del Suretta. In seguito si svolta verso destra fino ad una piccola costruzione dove si prosegue fino al ciglio del pendio, che forma il bacino del Lago Nero 2310 mslm.


6. Montespluga-Bivacco del Suretta (2748 mslm)

Dislivello 840 m
Tempo di percorrenza 2h 30'


L'itinerario più diretto al Bivacco del Suretta, posto di fronte al piccolo ghiacciaio del Suretta, si snoda dalla strada sterrata che fiancheggia il viadotto accanto al lago di Montespluga. Proseguendo per il sentiero che sale in direzione delle cascatelle del Suretta evidenti in fondo alla valle che si raggiungono salendo alla loro sinistra dove il sentiero sale ripido. Raggiunte la cascatelle si prosegue risalendo la grande morena costeggiandola alla sinistra fino sotto le pendici del ghiacciaio, dove il Bivacco sarà ben visibile. Splendida la vista su tutte le principali cime della Valle Spluga.


7. Montespluga-Bivacco Cecchini (2750 mslm)

Dislivello 842 m
Tempo di percorrenza 3h


Da Montespluga seguire la sterrata che porta sino al primo ponticello sul torrente Loga. Attraversato il corso d'acqua proseguire per quasi tutta la lunghezza della valle lungo il torrente che si abbandonerà a circa tre quarti della valle per iniziare a risalire i tre evidenti salti che portano in breve tempo al Bivacco, posizionato sulla sinistra (per chi sale) della valle. La parte finale del sentiero si sviluppa su terreno di roccette friabili che rendono abbastanza faticosa la salita ai 2750 mslm.






ALCUNI ITINERARI INVERNALI




8. Montespluga-Pizzo Tambò (3279 mslm)

Dislivello 1371 m
Tempo di salita 4h


La più alta tra le vette della Valchiavenna ed anche la più interessante per la pratica dello scialpinismo. La salita al Tambò infatti è giustamente considerata l'itinerario più bello tra quelli che si svolgono sulle montagne di questa valle. A questo si deve aggiungere che è un percorso abbastanza semplice. Anche la salita finale alla vetta, che si fa senza sci, no crea di solito particolari difficoltà. Per tutto questo, oltre che per il suo panorama vastissimo, che giunge sino ai gruppi montuosi del Rosa e del Gran Paradiso, è un itinerario consigliabilissmo e da non perdere.

Da Montespluga si sale al passo, seguendo la strada statale. Dai pressi della dogana salire verso sinistra per dossi e vallecole, mantenendosi paralleli alla cresta del confine, fin nei pressi del pizzo Tamborello (2669 mslm). Raggiunto il Lattenhorn (2858 mslm), dove si congiunge l'itinerario svizzero, si risale il grosso rilievo della cresta che ci si trova di fronte e lo si attraversa con una lunga diagonale, ritrovandosi alla base dell'elevazione finale che porta alla vetta. La discesa si svolge lungo l'itinerario di salita.




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9. Montespluga-Pizzo Ferré (3103 mslm)

Dislivello 1195 m
Tempo di salita 4h 30'

Di solito la salita al pizzo Ferré si conclude al Bivacco Cecchini, in fondo alla Val Loga, e si costeggia il torrente. Questo perché, dopo il bivacco occorre scendere un po' per raggiungere ed attraversare il piccolo ghiacciaio del Ferré, cosa mai molto amata dagli scialpinisti che, dopo la salita, preferiscono che ci sia solo la discesa. Resta comunque il fatto che il pizzo Ferré, anche se un po' snobbato, è una vetta piacevole e molto panoramica, un po' diversa dalle solite vette.

Dalle case di Montespluga, si entra nell'ampia val Loga, e si costeggia il torrente (di solito lo si attraversa ma si può anche percorrerne la sponda destra). Superata la prima metà della valle, si inizia a risalire il fianco sinistro della val Loga. Ci si trova poco lontano dalla cresta rocciosa, che unisce la cima di val Loga (3004 mslm) alla ripida val Schisarolo. Si sale alla base di questa cresta (restandone lontani per pericolo di distacco di neve) lungo il vecchio "piuder" (antica cava di piote) e quindi, piegando a sinistra, si guadagna una piccola sella sulla cresta che va dalla cima di Val Loga al monte Cardine (2467 mslm). Il Bivacco Cecchini (2750 mslm) si trova sopra un poggio, che si nota si dalla partenza e lo si raggiunge in pochi minuti. Dal bivacco si compie una traversata verso destra, che richiede attenzione, con la quale si passa dalla val Loga al ghiacciaio del Ferré. Passando accanto alla sella del Ferré (2992 mslm) si giunge alla base del tratto roccioso finale (per il quale può essere utile avere con sé una corda). Discesa per lo stesso itinerario di salita.



10. Montespluga-Pizzo Suretta (3027 mslm)

Dislivello 1119 m
Tempo di salita 3h 30'


Materiale consigliato: piccozza e ramponi Sono due le vette che dominano il passo dello Spluga. La più imponente, per chi sale dalla Valchiavenna è certamente il pizzo Suretta, che si erge sulla destra del passo. La sua salita può essere effettuata in modo molto semplice dal passo dello Spluga. Solo il tratto finale che permette l'accesso alla vetta, può creare qualche problema per la presenza di ghiaccio.

Da Montespluga si sale seguendo la strada (spesso chiusa per neve nel tratto che va dal paese al passo) fino al passo (2115 mslm). Appena oltre il confine si sale sulla destra seguendo, con numerosi zigzag il tracciato del sentiero estivo che a volte affiora qua e là. Superato in questo modo il primo ripido pendio, ci si trova in un piccolo piano che si attraversa per salire al vallone che è parallelo alla cresta ovest del pizzo Suretta (quella che collega la vetta con il passo dello Spluga). Si percorre questo facile vallone che termine in un'ampia sella (Surettajoch), sulla cresta nord del pizzo Suretta. Qui si lasciano gli sci e si sale in vetta lungo questa ripida cresta. La vetta del pizzo Suretta rappresenta un punto di confine tra Italia e Svizzera e tutta la salita si svolge appena oltre il confine, in territorio elvetico.





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